
Esistono molte varianti di questa ricetta. Ci sono quelle nelle quali si impiega il burro, quelle in cui invece si usa l’olio, altre ancora che vengono aromatizzate con l’arancia e non con il limone.
Questa è la torta di carote del canton Argovia, nella quale non si usa né l’olio né il burro, ma il cui tratto caratteristico è costituito dalll’uso del Kirsch nell’impasto e nella glassa.
Il risultato finale è molto soddisfacente: una torta bella alta, umida, dolce ma non troppo, con la glassa candida che invoglia subito a provarla.
Nelle foto compaiono i libri del “Corriere della Sera” appartenenti alla collezione “Storie di Cucina”… ma per puro caso. Stavo facendo dei tentativi con la macchina fotografica e volevo qualcosa che mi permettesse di mostrare l’alzatina e così mi è venuta l’idea di provare a rialzare la torta usando come base proprio questi libri dedicati al mondo del food.
La cosa mi ha divertita e con il richiamo alle storie di cucina fornito dai libri, ho così pensato di raccontarvi la storia di cucina di questa torta.
La storia di cucina di questa torta sta in una ricetta della tradizione riaggiustata un paio di volte prendendo spunti e consigli qua e là alla ricerca del risultato migliore; sta in un’alzatina prestata da un’amica proprio per scattare queste foto perché in testa avevo già un’idea di cosa avrei voluto come immagine finale; sta in una domenica mattina, nella quale mi sono alzata presto per poter infornare subito la torta e glassarla dopo la cottura; sta nell’aver trasferito la torta troppo presto sul piatto di portata rovinando così la glassa; sta nel mio essere testona e perfezionista che ha fatto sì che rifacessi una seconda torta perché, pur avendo provato a riglassare la prima, non ero soddisfatta del risultato finale; sta nell’aver ripulito la cucina un numero infinito di volte e sta, alle cinque di pomeriggio dopo aver già trascorso una decina di ore ai fornelli, nel decidere di mettersi a cucinare crescioni romagnoli come se non ci fosse un domani!
Insomma, ognuno di noi ha la sua storia di cucina legata a un piatto o a una ricetta e tanti ricordi che riemergono ogni volta che la si ripropone. Di sicuro la prossima volta che cucinerò questa torta, ripenserò alla doppia infornata e a tutta la glassa che ho impiegato!
Buon inizio di settimana a tutti!


ingredienti
250 g di carote
250 g di mandorle macinate
120 g di farina
250 g di zucchero
5 uova
il succo e la scorza di 1 limone
1 cucchiaio di Kirsch
½ cucchiaino di cannella
un pizzico di noce moscata
1 cucchiaino di lievito per dolci
300 g di zucchero a velo
1 albume
un goccio di Kirsch o di succo di limone
carotine di marzapane
preparazione
Pelare le carote e grattugiarle finemente.
Con l’aiuto delle fruste elettriche montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso.
Unire le carote, le mandorle, la farina e il lievito setacciati, il succo e la scorza del limone, il Kirsch e le spezie. Amalgamare il tutto con una spatola.
Da ultimo aggiungere gli albumi montati a neve ben ferma e incorporarli delicatamente (sempre con l’aiuto di una spatola) con un movimento costante dall’alto verso il basso (per incorporare aria e non smontare la massa).
Trasferire il composto in una tortiera di 24 cm di diametro foderata con della carta forno e cuocere nel forno preriscaldato e termoventilato a 160°C per circa 1 ora e 20.
Una volta sfornata la torta, si dovrà esser pronti con la glassa perché ciò che permette a quest’ultima di ricoprire il dolce in maniera uniforme è il calore della torta stessa.
Quindi, poco prima di sfornare la torta, sbattere brevemente l’albume con una forchetta e unire lo zucchero a velo e un goccio di liquido (che può essere succo di limone, Kirsch o acqua).
Per avere una glassa coprente (e non trasparente) questa dovrà rimanere piuttosto densa.
Preparata la glassa, versarla sulla torta ancora calda: si spanderà da sola, senza che sia necessario un eccessivo impiego della spatola.
Per evitare di avere glassa ovunque, sarà pratico appoggiare la torta su una gratella, sotto la quale si sarà adagiato un foglio di carta da cucina.
Decorare poi la torta con le carotine di marzapane.
Lasciar riposare la torta un paio di ore prima di trasferirla sul piatto di portata.
La torta di carote è ancora più buona il giorno successivo.

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